RELEZIONE
"FUORI PIOVE" è un progetto filmico drammatico e dai toni crepuscolari, indagatorio della solitudine e degli stati esistenziali dei personaggi protagonisti del lungometraggio. Il progetto ha la volontà di mettere a nudo le debolezze umane, di analizzarne gli aspetti principali in funzione delle relazioni e del tessuto sociale entro il quale il film trova la sua collocazione.
La sceneggiatura non fa sconti a una realtà, quella delle case popolari, che si scontra con una subcultura fatta di opportunità e prepotenza. Le dinamiche narrative avvengono perché sia concessa la possibilità allo spettatore di formularsi un'idea critica riguardo a quelle tematiche che sono vicine a molti.
Ed è in questo terreno che muovono i passi tutti i protagonisti del progetto.
Antimo è un uomo di 40 anni che, messo alle strette da una condizione economica disperata, si fa esecutore degli interessi senza scrupoli di Graziano. Il protagonista naviga a vista, nell'incertezza di un quotidiano che si scontra con la realtà complicata che vede passare ogni giorno sotto gli occhi. Per vivere e mantenere un tenore di vita decente ai suoi cari, si fa esecutore di ingiustizie sociali, prendendo possesso degli alloggi altrui, violentandone gli ambienti, scardinandone l'intimità e occupandone gli spazi vitali.
Il presente discutibile dell'uomo cela un passato turbolento e l'unica rotta, l'unico punto fermo, resta la famiglia nonostante il rapporto complicato che ha con il padre. Lele è il figlio di Anna, l'unica sorella di Antimo. Il giovane si frappone suo malgrado alle dinamiche familiari e il suo senso di appartenenza lo spinge a chiedere aiuto allo zio per affermare una sua indipendenza economica.
La morte di una signora anziana vedrà i due farsi protagonisti e responsabili dell'occupazione abusiva di casa, per agevolarne la successiva stabile occupazione da parte del Napoletano.
Il casuale ritrovamento poi di una cassetta di sicurezza sarà per Lele l'inizio della fine. Al suo interno il ragazzo trova alcuni gioielli e un revolver, utilizzato anni prima per una rapina nella quale è stata ferita a morte una persona. Il tessuto narrativo assume una forma diversa quando Antimo scopre che la casa appena occupata è di Caracas, l'unico uomo del gruppo delinquenziale che ha pagato le sue gesta con la galera. Antimo cerca di allontanarsi da quella realtà, ma il ritrovamento dell'arma da parte di Lele rappresenta per lui una crepa nel presente che lo riproietta in un passato fatto di violenza. La successiva scoperta da parte del Napoletano della cassetta di sicurezza divelta da Lele, sarà l'innesco di una dinamica che porterà Antimo e suo nipote ad affrontare loro malgrado Graziano e Spada, i vertici del racket delle case popolari nella città.
Per realizzare il corretto impatto visivo e comunicare allo spettatore lo stato mentale ed esistenziale dei personaggi verranno utilizzate delle riprese a tecnica mista per essere "agganciati" con la mdp alle evoluzioni dello stato mentale dei personaggi, ma allo stesso tempo avere quel "distacco" refrattario alle azioni illeciti e immorali che i personaggi compiono, come l'occupazione della casa popolare o gli atti intimidatori ed estorsivi. La scelta del look filmico è funzionale all'uso della ripresa con macchina a spalla, per ottenere quell'effetto dinamico e indagatorio attraverso l'uso di piani sequenza medio-lunghi che verranno integrati poi, in un montaggio rapido e dinamico, alle sequenze in dettaglio, a vari piani e livelli, realizzate in parallelo, sia per i vari personaggi che per tutti gli ambienti descritti.
Il contesto sociale e i rispettivi luoghi preposti saranno accuratamente selezionati per essere sintesi di quel viaggio interiore che compiono a vari livelli i personaggi di Bruno, Beatrice, Anna e Livia.
In questo caso, la tecnica di ripresa avrà un aspetto diverso, più mite e razionale, capace di esercitare una rappresentazione oggettiva e distaccata, composta da un apparente ordine visivo fatto di ricerca simmetrica e inquadrature pulite, in perfetta antitesi con quelle effettuate con i personaggi di Graziano, Antimo, Lele e Napoletano.
L'utilizzo di un montaggio serrato e di un design fotografico, atto a valorizzare ogni singola inquadratura, sarà esaltato dall' uso specifico in post-produzione di color-correction, capace di delineare una gradazione cromatica in asse con gli stati emozionali di ogni singolo personaggio.
I toni freddi e le luci soffuse, la marcata presenza di chiaro-scuri caratterizzeranno le ambientazioni e i ritratti dei personaggi di una favola nera e metropolitana il cui lieto fine è la redenzione che trova nel carcere, l'atto conclusivo di una vita fatta di errori e scelte sbagliate.

